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Sissi, piccola fiamma fedele,
mi ha insegnato a restare, anche se il cuore duole.
Ogni carezza è un sole che non chiede ritorno,
e nei suoi occhi il mio buio si fa giorno.
Alexander, gatto nero, lento e profondo,
porta la notte come chi porta il mondo.
Nei suoi silenzi trovo ragione e misura,
un’ombra che consola, un pensiero che dura.
Arianka, arancio selvaggio e furioso,
corre e salta, è vento impetuoso.
Mi ricorda la vita che non si frena,
la follia che scuote la cenere serena.
Li guardo e spero, e provo a imparare,
a lasciar entrare la luce senza tremare.
Ogni pelo, ogni zampa, ogni respiro che passa,
è un miracolo vivo che la mia notte abbraccia.
Vorrei proteggere ogni creatura,
dal gabbiano che piange all’alba,
alla formica che porta il suo peso
senza sapere che il mondo è un gioco sospeso.
Eppure il buio resta, dolce e ostinato,
come una vecchia memoria che non è andata.
Ma nei loro occhi, nei loro gesti così puri,
vedo la luce crescere, passo dopo passo, sicuri.
E allora cammino, fragile e audace,
tra amore che consola e silenzio che tace.
Sto imparando la luce, tra pelo e respiro,
tra fedeltà, follia e pensiero che miro.
Forse un giorno sarò come loro,
senza maschere, senza rimpianto o muro.
E capirò che amare non è peso né catena,
ma fuoco umano che diventa serena.
E mentre li guardo, ancora, nel silenzio,
sento che la luce cresce, lenta ma intensa.
Non ero fatta di sole, né di cielo lontano…
ma del fuoco, umano.